In house, concessione o appalto per un servizio pubblico locale: come impostare e motivare la decisione make-or-buy sulla forma di gestione.
La scelta a monte determina tutto il resto
Prima di scrivere un bando, un ente che eroga un servizio pubblico locale a rilevanza economica deve rispondere a una domanda: erogarlo in proprio, tramite una società partecipata, o affidarlo al mercato? È la scelta make-or-buy, ed è insieme giuridica ed economica.
Impostata bene, orienta con coerenza tutta la procedura e la gestione successiva. Impostata come atto dovuto, si trascina come un vizio per l'intera durata dell'affidamento.
L'autoproduzione non è la scelta di default
Il Testo unico sui servizi pubblici locali di rilevanza economica (D.Lgs. 201/2022) ha rafforzato l'onere motivazionale a carico dell'ente, in particolare quando sceglie l'autoproduzione tramite affidamento in house rispetto al ricorso al mercato.
In concreto, all'ente è richiesta una motivazione qualificata: non basta affermare una preferenza, occorre dare conto delle ragioni della scelta, dei benefici per la collettività, dell'assetto economico e delle alternative considerate.
L'in house non è il punto di partenza da giustificare solo formalmente. È una delle opzioni, e la sua scelta va difesa con un'analisi comparativa, non con la prassi consolidata.
In house, concessione e appalto rispondono a presupposti diversi
Le tre forme non sono intercambiabili. Cambiano chi assume il rischio, come si remunera il gestore, quali obblighi di motivazione gravano sull'ente e quali margini di controllo restano in capo al pubblico.
- In house: autoproduzione tramite soggetto controllato, con i noti requisiti del controllo analogo e dell'attività prevalente; onere motivazionale rafforzato.
- Concessione: trasferimento del rischio operativo al gestore, che si remunera in tutto o in parte sulla gestione.
- Appalto di servizi: l'ente acquista la prestazione e ne mantiene il rischio economico.
La scelta corretta dipende dal servizio, dalla sua capacità di generare ricavi, dal rischio che si intende trasferire e dagli obiettivi di controllo pubblico.
Cosa mettiamo nella decisione
Una decisione make-or-buy solida non è un parere, è un percorso documentato:
- l'analisi delle alternative (autoproduzione, concessione, appalto) con i rispettivi effetti economici e di rischio;
- la verifica di sostenibilità e di equilibrio dell'affidamento nel tempo;
- lo schema contrattuale e i livelli di servizio coerenti con la forma scelta;
- la motivazione, costruita per reggere a un controllo, non per superare un adempimento.
È questo lavoro a monte che rende la forma di gestione una scelta difendibile — e il servizio, sostenibile.